Welcome to the Centre for International Health web site! The Centre for International Health of the University of Bologna was created in 2006 within the Department of Medicine and Public Health. The main field of interest is global health, approached through a multidisciplinary framework – grounded in the theory of the social determinants of health – that encompasses the fields of medicine, public health, medical anthropology, social and political sciences, and law.
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Centre for International Health
Presentazione libri CSI (evento online) - venerdì 20 febbraio 14.30 PDF Print E-mail
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Tuesday, 17 February 2015 13:22


[versão portugues em baixo]

In occasione dell'inaugurazione della collana editoriale "Salute Collettiva e Cooperazione Internazionale", frutto della collaborazione all'interno del Laboratorio Italo-Brasiliano di Formazione, Ricerca e Pratiche in Salute Collettiva, il CSI organizza un evento virtuale per la presentazione di due libri:
"Problematizzando Epistemologie in Salute Collettiva: Saperi dalla Cooperazione Brasile e Italia" (Rede Unida / CSI-Unibo)
"Global Health Watch 4" (People's Health Movement)

Quando: venerdì 20 febbraio 2015, ore 14.30-16.30

Interverranno: Angelo Stefanini, Ardigò Martino, Ricardo Burg Ceccim, Alcindo Ferla, Chiara Bodini

Sarà garantita la traduzione simultanea in italiano e in portoghese. 

Per seguire l'evento, connettersi a uno dei link che seguono a seconda della lingua preferita:
ITALIANO - https://plus.google.com/events/cj455rjkgq7tkf2slm7876etfcc
PORTOGHESE - https://www.youtube.com/watch?v=bRWcu1jy1hY&feature=youtu.be

Un numero limitato di posti per seguire la presentazione in diretta saranno disponibili presso la Sala Rossa dell'Istituto di Igiene, in Via S. Giacomo 12 a Bologna.

Sito CSI: www.csiunibo.org 
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/928341163851436

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Em ocasião da inaugaração da serie editorial “Saúde Coletiva e Cooperação Internacional”, fruto da colaboração de todo o Laboratório Ítalo-Brasileiro de Formação, Pesquisa e Práticas em Saúde Coletiva, o CSI organiza um evento virtual para a apresentação de dois livros
“Prolematizando a Epistemiologia em Saúde Coletiva: Saperes da Cooperação Brasil e Itália” (Rede Unida / CSI-Unibo)
"Global Health Watch 4" (People's Health Movement)

Quando: sexta-feira 20 de Fevereiro 2015, 14.30-16.30

Participantes: Angelo Stefanini, Ardigò Martino, Ricardo Burg Ceccim, Alcindo Ferla, Chiara Bodini

Será garantida a tradução simultanea em italiano e em português.

Para acompanhar o evento, conecte-se a um dos links que seguem segundo a lingua preferida:
ITALIANO - https://plus.google.com/events/cj455rjkgq7tkf2slm7876etfcc
PORTOGHESE - https://www.youtube.com/watch?v=bRWcu1jy1hY&feature=youtu.be

Um número limitado de vagas estará disponível para acompanhar a apresentação ao vivo na Sala Vermelha do Instituto de Higiene, na Via S. Giacomo 12 em Bolonha

Facebook: https://www.facebook.com/events/928341163851436

Last Updated on Tuesday, 17 February 2015 21:26
 
Rapporto attività CSI 2014 PDF Print E-mail
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Monday, 09 February 2015 10:37

 

Pubblicato il rapporto attività 2014 del CSI, scaricabile qui. Ecco un'anticipazione, a cura di Angelo Stefanini: 

RIFONDARE  IL CSI?

 
“La crisi dell’università nasce dal fatto che essa non corrisponde più ai bisogni della società oppure dal fatto che la società, di cui l’università è parte integrante, non corrisponde più ai bisogni dell’uomo?”
 
Il percorso di ripensamento o ‘processo istituente’ che il Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale (CSI) ha intrapreso non è soltanto l’espressione fisiologica di ‘dolori di crescita’. Dopo oltre otto anni di vita istituzionale e quasi il doppio di presenza critica all’interno della Facoltà di Medicina, il Centro entra in un’età adulta che richiede la riaffermazione del proprio mandato originario e l’uscita allo scoperto nel mondo esterno nelle forme più idonee per dialogare, proponendo il suo messaggio, con partner come il sistema sanitario e le altre istituzioni sociali nazionali e internazionali, la comunità e il contesto accademico in cui è inserito. Se tutto questo significhi rifondare il Centro dipende da come esso intenda presentarsi ai suoi interlocutori.
 
Per una realtà come il CSI, presentarsi al mondo esterno è cosa ben diversa dal raccontarsi attraverso i momenti più rilevanti del proprio percorso. È in qualche modo riscriverlo. Il che richiede uno sforzo d’introspezione del suo contenuto, un’inquietudine intellettuale, un’attitudine costante alla ricerca. Può diventare quindi un’impresa impossibile se, nonostante si tratti di un centro universitario, ci si limita a elencarne le attività o i prodotti (le ‘salsicce’ di marxiana memoria!) magari adeguandosi a un loro inserimento nel tritacarne bibliometrico dell’ANVUR.
 
Per raccontare il CSI è necessario che l’interlocutore si ponga come un lettore che si accinge a leggere un libro, accettando la sfida che l’autore attraverso il suo testo gli lancia.  In effetti, non si vuole qui proporre un'analisi del ‘fenomeno’ CSI, ma piuttosto rivolgere un invito a coloro che vi si accostano, per interesse accademico o per semplice curiosità, a compiere lo sforzo necessario per una sua comprensione critica. Il modo migliore di cogliere il CSI, infatti, è di intenderlo come un esperimento sociale, una ricerca-azione-partecipata in cui “l’essenziale sta nel modo di porre il problema, nelle domande che si sollevano e in quelle che ci si nasconde.”
 
Le questioni che il CSI affronta, in fondo, sono le stesse della Global Health così com’è declinata all’Harvard School of Public Health o nell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La direzione presa dalla riflessione e dall’azione, tuttavia, dipende da come gli stessi problemi sono messi, o no, in rapporto con un sistema sociale che naturalizza la dominazione di un gruppo sociale sull’altro. È questo atteggiamento di fronte al sistema che svela come i problemi, le domande su cui impostare una ricerca, non siano mai ‘innocenti’ ma, già al momento della loro formulazione, rivelino i principi e i valori che li sottendono.
 
A guardar bene, allora, non è di rifondazione che il CSI ha bisogno ma di una sua riscoperta. Il CSI è vivo e scalpitante quanto mai. Forse è proprio questo suo scalpitare d’irrequietezza e d’impazienza che è necessario rivelare, indagandone le ragioni. Il vero senso del CSI, e insieme il riconoscimento del suo ruolo, sta incastonato nella sua definizione di ‘cellula eretica’ borbottata, tra il serio e il faceto, da un collega accademico forse turbato dal clima militante che quel gruppo di giovani ipercritici traspira. L’eresia del CSI sta nel suo affermare che il ‘consenso’ ha cessato di essere il criterio di verità scientifica, che i problemi fondamentali della formazione medica non sono problemi pedagogici, che la relazione medico-paziente non è pensabile al di fuori dei rapporti di produzione, che l’equivoco di fondo non verte sui mezzi ma sui fini o, come diceva G.A. Maccacaro, non sul funzionamento ma sulla funzione.
 
Per riscoprire o, se vogliamo, rifondare il CSI è necessario recuperare l’intuizione, patrimonio delle lotte studentesche di ieri e di oggi, del legame profondo, spesso occultato, tra l’ideologia dell’università e quella della società, e della differenza che esiste tra preparare professionisti a occupare il loro posto nella società e prepararli a trasformarla. 
 
Last Updated on Monday, 09 February 2015 10:44
 
Laboratorio IT-BR di Ricerca, Formazione e Pratiche in Salute Collettiva - Seconda Edizione - Febbraio 2015 PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Monday, 22 December 2014 13:47

ONLINE IL PROGRAMMA DEFINITIVO DELLA SETTIMANA!

E' ora possibile scaricare il programma definitivo del Laboratorio Italo-Brasiliano 2015, e tutte le informazioni relative ai workshop.

- programma italiano

- programma portoghese

- programma inglese

- informazioni workshop italiano

- informazioni workshop portoghese

 

 

Aperte le iscrizioni ai workshop!

Per gli eventi a numero chiuso (visite ai servizi VerSUS/Uni-VerSSI e workshop tematici), si prega di consultare la scheda “Informazioni Workshop” (qui in italiano e aqui a versão em portugues) e iscriversi inviando una mail a

This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it
 

indicando:


Nome Cognome
Ente di Appartenenza
giorno; workshop o visita; 

per il WS6 si prega inoltre di indicare se si vuole partecipare per tutta la giornata o soltanto per la mattina o il pomeriggio.

Es:

Maria Rossi
Università di Bologna, Dip. Scienze Mediche e Chirurgiche
giorno 10: WS1
giorno 11: VerSUS/Uni-VerSSI 1
giorno 12: WS6 solo mattina


Limite ultimo per iscriversi è GIOVEDI 5 FEBBRAIO 2015

 

CONDIZIONI DI CRONICITÀ, LAVORO IN SALUTE E IMPLICAZIONI PER L'ASSISTENZA PRIMARIA

Scarica il programma preliminare (IT)

Aqui pode baixar o programa preliminar (BR)

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Nella sua seconda edizione, il Laboratorio Italo-Brasiliano di Formazione, Ricerca e Pratiche in Salute Collettiva affronterà il tema del lavoro in salute nei territori, in uno scenario di trasformazione dei servizi in senso di primary health care.

Riconoscendo la complementarietà di ruoli tra università, servizi socio-sanitari e comunità, i lavori si articoleranno intorno a tre assi tematici:
- Formazione-intervento, valutazione e modelli organizzativi in assistenza primaria
- Pratiche di prossimità, mobilizzazione delle comunità e assistenza primaria
- La formazione per l’assistenza primaria e i suoi dispositivi


Il principale obiettivo della settimana sarà quello di rafforzare la collaborazione esistente tra Università, Servizio Sanitario Regionale e istituzioni brasiliane, attraverso il confronto di paradigmi, strumenti ed esperienze concrete provenienti dai territori.  
 

Al fine di realizzare tale obiettivo, le attività saranno organizzate secondo quattro tipologie:
1. Seminari teorico-metodologici (aperti);
2. Workshop di confronto e formazione reciproca (a numero chiuso);
3. Laboratori di estensione universitaria (visite ai servizi, a numero chiuso);
4. Tavoli di co-progettazione (riservati alle istituzioni partecipanti).

L’evento, co-promosso dalle istituzioni elencate in calce, si avvarrà della collaborazione dei partecipanti al progetto di mobilità internazionale “Scienza senza Frontiere – CSF”.

 

Istituzioni partecipanti*

ITALIA
Università di Bologna
Area Relazioni Internazionali
Scuola di Medicina
Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche (DIMEC)
Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale (CSI)
Regione Emilia-Romagna
Agenzia Sanitaria e Sociale Regione Emilia-Romagna (ASSR)
Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali
Servizio Politiche Europee e Relazioni Internazionali
AUSL Ferrara

BRASILE
Universidade Federal do Rio Grande do Sul
Sec. Saúde Rio Grande do Sul
Rede Governo Colaborativo em Saúde
FioCruz Mato Grosso do Sul
Universidade Federal do Mato Grosso do Sul
Universidade Federal da Paraiba
SGTES Ministério da Saúde, Brasil
DAB Ministério da Saúde, Brasil
Universidade Federal de São Paulo
Universidade Federal do Rio de Janeiro
Universidade Federal do Estado do Rio de Janeiro
Universidade Federal Fluminense
Prefeitura do Rio de Janeiro
Universidade Estadual de Campinas
Prefeitura de São Bernardo do Campo
FioCruz Pernambuco
Universidade Federal de Pernambuco

Universidade de Pernambuco

FioCruz Amazônia
Sec. Saúde Estado do Amazonas


(*) Elenco provvisorio

 

Last Updated on Tuesday, 17 February 2015 13:26
 
Nastri Rosa S.p.A. PDF Print E-mail
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Wednesday, 29 October 2014 09:31

Il Centro di Salute Internazionale - Università di Bologna e la Biblioteca delle Donne organizzano la proiezione del documentario Pink Ribbons Inc. (Léa Pool, Canada 2011; in inglese con sottotitoli in italiano) accompagnata da interventi di:
- Alice Fabbri (Centro di Salute Internazionale, esperta di conflitto di interessi in campo sanitario)
- Grazia De Michele (dottore di ricerca in storia contemporanea e fondatrice del blog collettivo Le Amazzoni Furiose; vive con il cancro al seno dal 2010)
- Cinzia Greco (dottoranda in antropologia medica, si occupa del cancro al seno, in particolare di come medici e pazienti considerano la mastectomia e la ricostruzione del seno)
- attivist* Consultoria Queer

Partecipano anche Gruppo Prometeo e Mujeres Libres.

Questa sera ore 20.30, Via del Piombo 5.

Evento facebook: https://www.facebook.com/events/1504715583131278/1508794499390053

Last Updated on Wednesday, 29 October 2014 09:36
 
Salute globale. Cos'era? Cos'è? Cosa sarà? PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Tuesday, 17 June 2014 14:40
 
SALUTE GLOBALE. COS'ERA? COS'È? COSA SARÀ?
 
Giovedì 19 giugno 2014, ore 14,30
Sala Mondolfo, Dipartimento di Filosofia e Comunicazione
Via Zamboni 38, Bologna
 
Il Seminario costituisce l'appuntamento conclusivo degli incontri organizzati nel primo semestre del 2014 da "de Morbo" il gruppo interdisciplinare di studi su malattia, disabilità, corporeità costituito da Roberto Brigati.
 
Sarà possibile seguire il seminario in diretta streaming collegandosi a questo link: http://youtu.be/Kzd8uRBJduo
 
    
 
Dalla metà degli anni Novanta, il termine 'salute globale' è stato ampiamente utilizzato da attori diversi che operano nel campo della salute, con significati tra loro differenti e talvolta contraddittori, divenendo rapidamente 'di moda' nelle scuole di medicina sparse per il mondo nonché tra i giovani medici in formazione.
La popolarità del termine potrebbe essere attribuibile alla sua facile applicabilità, per quanto in alcune circostanze sembri piuttosto un 'marchio' che un concetto posizionato; un termine di ampia portata, politicamente corretto per indicare qualsiasi programma che si occupi di salute con variabili che si collocano al di fuori dei confini degli stati nazione. Nella maggior parte delle accezioni, il paradigma si riferisce all'impatto dei processi di globalizzazione sulla salute e sulle politiche sanitarie, letto alla luce della crescente interdipendenza e integrazione economica, politica e sociale tra capitali, beni, persone, concetti, immagini, idee. Globale si riferisce anche alla natura sovranazionale dei vincoli tra gli attori coinvolti, e dell'uomo con l'ambiente circostante.
In Italia, nel primo decennio degli anni Duemila la salute globale è diventata (anche) la cornice entro la quale sembra riemergere, nella formazione medica così come in ambienti della sanità pubblica, una lettura dei processi di salute e malattia fortemente orientata al sociale e all'insegna del paradigma della complessità (dunque necessariamente interdisciplinare). Si tratta di movimenti per lo più dal basso, animati da studenti, giovani medici e ricercatori, che hanno portato nel giro di pochi anni alla creazione di entità riconosciute (per esempio la Rete Italiana per l'Insegnamento della Salute Globale), ma ancor più al fiorire di 'germogli' di cambiamento culturale nel panorama della (formazione in) medicina. La definizione di salute globale sviluppata in questo contesto dà dunque rilevanza a tappe storiche della salute pubblica come la Conferenza di Alma Ata, al concetto di giustizia sociale, alla responsabilità dei/nei processi di costruzione del sapere e dunque al ruolo sociale e politico delle Università e della produzione accademica. Questo in apparente contrasto con letture che, in sostanziale continuità con ambiti disciplinari di riconosciuta genesi coloniale (medicina tropicale), sono state negli anni più funzionali ad alimentare un florido mercato della formazione post laurea che a promuovere processi di rinnovamento del pensiero e delle pratiche in medicina.
La prima parte del seminario traccerà una breve analisi delle forze, dei meccanismi e delle tappe storiche che hanno modellato quel “marchio”, apparentemente “politicamente corretto”, che è la Global Health/Salute Globale, e di quel complesso panorama di idee, istituzioni e interessi conflittuali che la governano (Global Health Governance) in un ambito non soltanto “sanitario” ma dell’economia politica globale.
La seconda parte darà ragione dei movimenti emergenti, descrivendone la genesi (contestualizzata alla luce dei movimenti sociali di fine secolo, nonché della riconosciuta crescente inadeguatezza della formazione medica e del paradigma biomedico che la informa) e analizzandone le pratiche, per aprire una riflessione sulle potenzialità di trasformazione professionale e (dunque) socioculturale.
Last Updated on Tuesday, 17 June 2014 15:00
 


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